
Siamo prima di tutto un gruppo di amici.

Ci interessa il teatro a più livelli: da spettatori, da attori e da registi; infatti nel gruppo ci sono persone alla prima esperienza e altre che hanno alle spalle più o meno anni di spettacoli recitati e/o diretti da loro.
Dal 2000 parte dei componenti dell’attuale compagnia formavano un gruppo autogestito e autofinanziato. Dal novembre del 2002 siamo stati “adottati” dall’Associazione DLF Udine per essere il gruppo teatrale di un’istituzione che raccoglie già numerosi gruppi culturali e sportivi. Così adesso abbiamo una sala prove e dei fondi.
Siamo una compagnia amatoriale, non siamo professionisti, ma non è questo a non farci lavorare in modo “professionale” sia per le prove che per gli spettacoli. Questo significa che, quando vogliamo mettere in scena un copione, ci incontriamo regolarmente una sera alla settimana da ottobre a giugno intensificando le prove con l’avvicinarsi dello spettacolo e facendo qualche incontro di ripasso o aggiustamento anche prima di ogni replica.
Il Gruppo Teatrale del Dopolavoro Ferroviario, p,rima di preparare lo spettacolo vero e proprio, lavora alcuni mesi su un laboratorio di teorie e tecniche teatrali propedeutiche alla recitazione. Si provano esercizi di training motorio, movimento nello spazio, ritmica e gestualità, emissione e uso della voce, dinamica di gruppo e improvvisazione. Successivamente questo bagaglio di conoscenze sull’arte della rappresentazione viene applicato in pratica al copione scelto. Si sviluppa dapprima la libera interpretazione espressivo-registica dei partecipanti, che in un secondo tempo viene incanalata dalla coordinatrice per la messa in scena.
Gli obiettivi di questo lavoro su se stessi si perseguono sia per cercare una certa qualità dello spettacolo che come formazione personale dell’individuo. Questo ci permette sia di approfondire la nostra conoscenza dell’arte teatrale che di provare su se stessi, come individui, modalità di approccio alla vita e agli altri.
Gli esercizi teatrali ed un progetto comune mettono inevitabilmente in comunicazione le persone che condividono “le regole del gioco”: facciamo teatro per divertirci insieme ma nessun gioco può funzionare senza le sue regole.